“La
dimestichezza con questo nuovo linguaggio (la Lis) – spiega nel documento
Lonero – sarebbe per i piccoli udenti e non, un bagaglio culturale
particolarmente utile e servirebbe in particolare agli udenti come nuovo
sistema di simboli comunicativi”. Il consigliere fa rilevare che questa
esperienza servirebbe da stimolo per lo sviluppo intellettivo, affettivo e
sociale della fascia che va dai 3 mesi ai 3 anni, favorendo in modo armonico
l’integrazione dei sordi e tutti avrebbero indistintamente le stesse opportunità
di apprendimento. “Non solo – prosegue il Capogruppo – ma il bilinguismo
ridurrebbe l’impatto emotivo e psicologico tra bimbi udenti e sordi favorendo
la socializzazione, tanto da far diventare la Lis come madrelingua per i sordi
e seconda lingua per i bimbi udenti.”
Il
consigliere chiede all’Amministrazione che si effettui un censimento delle
famiglie residenti con bimbi sordi al di sotto dei 3 anni di età, per
modificare le regole di accesso alla graduatorie per favorire l’ingresso dei
bimbi sordi negli asili nido dove sarà presente la figura professionale
specializzata.